(di Amedeo Imperatori) | Il 19 aprile scorso le porte della cattedrale di San Giovanni a Torino si sono aperte per l’Ostensione straordinaria della Sacra Sindone in occasione del bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco. Si tratta di un evento che per 67 giorni, fino al 24 giugno, ha offerto a migliaia di pellegrini di tutto il mondo la possibilità di vedere e venerare il sacro telo di lino. Secondo la tradizione si tratta del lenzuolo citato dai vangeli dove sarebbe stato avvolto il corpo di Gesù dopo la deposizione dalla croce. Quello della Sindone è uno dei più grandi misteri della storia la cui immagine è impressa inspiegabilmente sul lenzuolo. La Sindone non è una foto, non è un ritratto, perché non è un dipinto fatto da mano d’uomo, ma dallo Spirito col sangue di nostro Signore. Esso ci permette di vedere non solo il volto sofferente di Gesù ma anche i segni della sua passione; inchiodato mani e piedi, umiliato, schiaffeggiato, deriso.

Sulla Sindone sono state fatte molte ipotesi, alcune interessanti, altre fantasiose, ma ha sempre suscitato molto interesse sulla sua autenticità e continua ad essere oggetto di forte contestazioni. La Sacra Sindone è stata venerata da tanti papi che ne sono proprietari dal 1983, dopo la morte dell’ultimo re d’Italia Umberto II di Savoia il quale, per volontà testamentaria, la donò alla Santa Sede.

Giovanni Paolo II, felice e commosso, decise che la reliquia dovesse restare comunque a Torino nominandone custode pontificio l’arcivescovo della città. Wojtyla era molto legato alla Sindone sin da quando era seminarista: la vide per la prima volta nel 1978 da cardinale, ritornò nel 1998 da papa ormai sofferente. Benedetto XVI nel 2008 annunciò che nel 2010 ci sarebbe stata la prima Ostensione del III Millennio esprimendo il desiderio di recarsi a Torino.

Quest’anno, 2015, è stata la volta di papa Francesco, argentino di origini piemontesi. Il 21 e 22 giugno rimarranno due giorni memorabili per Torino e anche per il santo padre, per il tripudio ricevuto dalla gente, un’accoglienza che è andata ben oltre le aspettative. Ogni incontro è stato molto significativo; ha incontrato il mondo del lavoro, la Famiglia salesiana, i giovani, i malati del Cottolengo e i parenti in forma strettamente privata. Domenica mattina alle 9.30 papa Francesco si è raccolto davanti alla Sindone in preghiera (era questo il motivo principale della sua trasferta in Piemonte).

La filatelia e la numismatica, anche in passato, hanno posto la propria attenzione emettendo francobolli, annulli filatelici e coniando medaglie per ricordare i vari eventi. Mercoledì 24 giugno, alla chiusura dell’Ostensione l’arcivescovo metropolita di Torino Nosiglia ha annunciato che l’evento ha avuto un bilancio più che positivo, con oltre 1,5 milioni di pellegrini giunti da ogni parte del mondo: dalla Cina, dal Sudafrica, Argentina, Emirati Arabi e naturalmente da tutta Europa.