Il soggetto mariano probabilmente è il più numeroso con coniazioni attinenti agli innumerevoli culti e devozioni locali (fig. 18), all’Immacolata Concezione (fig. 19), all’Addolorata, alla Madonna del rosario, alla Beata Vergine di Loreto (fig. 20). Le medaglie lauretane sono particolarmente interessanti e ricercate. Ogni medaglia possiede una sua storia ed esprime un suo particolare messaggio, in parte esplicitato dalle figure e dalle iscrizioni, ed in parte comunicato attraverso le credenze e gli usi popolari, tramandato pure attraverso proverbi. Ad esempio “avere la medaglia di san Venanzio”, significava cavarsela bene anche nelle situazioni più difficili e pericolose. San Venanzio è infatti invocato generalmente per risolvere le situazioni difficili d’ogni genere ed in particolare, essendo il protettore dei viaggiatori, riguardanti le cadute in montagna. Questa medaglia nel passato era molto ricercata e gradita come dono.



Pure san Cristoforo (il cui nome significa “porto Cristo”), il leggendario traghettatore di Cristo Bambino, veniva venerato come protettore dei viandanti e dei pellegrini ed invocato prima di intraprendere itinerari difficili e pericolosi, ed anche contro le affezioni degli occhi e la peste; oggi il santo è diventato il protettore degli automobilisti. La sua figura con il Bambino in spalla trovò spazio all’interno e sulle facciate delle chiese (fig. 21) soprattutto in Trentino, Alto Adige, Austria. Il santo vi appare sempre in proporzioni di gigante, spesso barbuto, mentre, appoggiato ad un nodoso e lungo bastone, è intento a guadare un fiume visibilmente schiacciato sotto il peso di un fanciullo che si aggrappa alla sua chioma o al collo o che sta a cavalcioni sulle spalle. Quel bambino è Gesù e l’enorme peso rappresenta il mondo che egli porta con sé.